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12 febbraio 2013

Castagnaccio

La ripubblicazione su altri siti o blog di questo testo è severamente vietata.

l Castagnaccio è storicamente un piatto povero, facile da realizzare e arricchito con pinoli o con noci, a seconda del luogo in cui ci si trovava. A zone, infatti, poteva esserci più disponibilità di pinete oppure di alberi di noci. Ancora, poi, sempre per zone poteva essere preparato con o senza rosmarino, di altezza variabile, arrivando fino a 3 centrimetri, e aromatizzato con scorze d'arancia o semi di finocchio.
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l Castagnaccio è storicamente un piatto povero, facile da realizzare e arricchito con pinoli o con noci, a seconda del luogo in cui ci si trovava. A zone, infatti, poteva esserci più disponibilità di pinete oppure di alberi di noci. Ancora, poi, sempre per zone poteva essere preparato con o senza rosmarino, di altezza variabile, arrivando fino a 3 centrimetri, e aromatizzato con scorze d'arancia o semi di finocchio.
Il Castagnaccio è un dolce semplice e genuino realizzato originariamente solo con  farina di  castagne, acqua e olio, tutti ingredienti “poveri” presenti sul territorio. 
Sembra che il castagnaccio sia stato inventato nel 1553 da  “Pilade de Lucca” ed è infatti nell’area montana della provincia lucchese, la Garfagnana, che prosperano i castagni dal fondovalle  fin verso i mille metri di altitudine. Le castagne e la loro farina sono stati per diversi secoli alla base dell'alimentazione delle popolazioni rurali sostituendo la farina di grano, tanto che il castagno è detto anche “albero del pane”. 
Esistono tante  ricette di origine molto antica che riportano a diverse zone della toscana e del senese. La ricetta di questo post è quella raccontata dalla mia amica Margherita:

"Io  ieri  ho  fatto  il “Castagnaccio” o “Baldino”  come lo  chiamano in Casentino, ho  utilizzato  la ricetta di  mia madre che da buona toscana  qual’era lo  faceva  solo  con la farina che le mandavano i  parenti e devo  dire che aveva ragione, il  sapore è  tutt’altro  rispetto  alla farina comprata al supermercato.
Quest’anno, grazie a mia cugina, ho  avuto  anche io  la fortuna di  avere  un sacchetto  di  buona farina di  castagne del casentino  e mi  sono  cimentata in questa ricetta  semplice,  ma molto  nutriente.
Le castagne erano  considerate  la carne dei  poveri, proprio  per il  loro  valore nutrizionale e questo  era sicuramente un dolce  “ricco” considerando  che oltre alle castagne, che si  reperivano  nei  boschi, c’è anche l’uvetta e le noci (o i pinoli), ingredienti utilizzati solo per le feste.
La ricetta è quella classica del Castagnaccio che faceva mia madre, lei  naturalmente andava un po’  “ad occhio”, io  ho  cercato  di  individuare delle quantità  precise,  queste che riporto  sotto  sono  quelle che ho  utilizzato ieri  e devo  dire che  vanno  bene". 

Ingredienti

castagnaccio
  • 500 g Farina di castagne
  • 750 cl  d’acqua tiepida
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • una manciata di pinoli
  • una manciata di uvetta bagnata
  • un pizzico di sale
  • 1 rametto di rosmarino
  • olio evo

Procedimento:

Impastare la farina con l’acqua, aggiungendo  l’acqua un po' alla volta e mescolando bene, in modo  da non formare grumi. La pasta deve rimanere molto lenta.
Aggiungere gli altri ingredienti, io  non ho  messo  le noci.
Mettere il tutto in una teglia (ca 30cm di  diametro)  ben unta ed infarinata.
L’impasto deve essere alto circa 4 cm.
Mettere sopra il rosmarino ed ungere bene la superficie in modo che non si secchi.
Se nel forno si secca, aggiungere dell’olio.
Cuocere in forno per 40 minuti a 200°, o comunque finchè la parte superiore non risulta bella marroncina e croccante e si  screpola un po’ tutta.

 Grazie Margherita!.

 testo Giuli Foodie

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